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Il 76% dei conti retail CFD perde denaro. Il trading comporta rischi.
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Gli investimenti comportano rischi di perdita.
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Domande frequenti sul trading online
Qual è il miglior broker per investire in Italia nel 2026?
La risposta dipende dal tuo obiettivo. Per chi vuole costruire un PAC su ETF a basso costo, Trade Republic è tra le opzioni più economiche: piano di accumulo gratuito, 2% di interessi sulla liquidità e sostituto d'imposta automatico per i residenti italiani. Per chi fa trading attivo su azioni, CFD o criptovalute, broker come eToro o XTB offrono strumenti di analisi più avanzati e un'offerta di strumenti più ampia.
I criteri principali su cui confrontare i broker: commissioni reali per ordine, strumenti disponibili, sicurezza e regolamentazione, sostituto d'imposta e qualità dell'app mobile. Trovi le recensioni complete di ogni broker nelle schede individuali.
Broker con sostituto d'imposta in Italia: perché è importante
Il sostituto d'imposta è la funzione per cui il broker calcola, trattiene e versa direttamente all'Agenzia delle Entrate le imposte sui guadagni da investimento (26% su plusvalenze e dividendi). Senza questa funzione, devi dichiarare autonomamente ogni operazione nella dichiarazione dei redditi — un processo complesso che richiede spesso l'aiuto di un commercialista.
Tra i broker analizzati su Scegliconto.it, Trade Republic ha introdotto il sostituto d'imposta per i residenti italiani nel 2024, diventando uno dei pochi broker online a offrirlo. Verifica sempre questa funzione prima di aprire un conto, soprattutto se investi in ETF a distribuzione o ricevi dividendi da azioni estere.
ETF e PAC: quale broker conviene di più
Per un piano di accumulo su ETF (PAC), i costi da minimizzare sono le commissioni per ordine programmato. Molti broker applicano commissioni fisse o percentuali su ogni acquisto che, su importi piccoli, possono erodere significativamente il rendimento nel tempo.
Trade Republic offre PAC su ETF a 0€ di commissione, con esecuzione automatica mensile o settimanale su migliaia di ETF. Altri broker hanno piani ad abbonamento mensile con ordini illimitati — convenienti se fai PAC su più ETF contemporaneamente. Per un confronto dettagliato, consulta le nostre guide al trading.
Come verificare se un broker è sicuro e regolamentato
Un broker sicuro deve essere autorizzato da un'autorità di vigilanza riconosciuta. In Europa le principali sono: BaFin (Germania), CySEC (Cipro), AMF (Francia). I broker autorizzati in UE possono operare in Italia tramite passaporto europeo, con supervisione aggiuntiva della Consob.
I fondi dei clienti devono essere segregati dal patrimonio del broker: in caso di insolvenza, i tuoi investimenti sono separati e recuperabili. I sistemi di compensazione europei coprono solitamente fino a €20.000 per i prodotti finanziari. Puoi verificare l'autorizzazione di qualsiasi broker sul sito della Consob o sull'albo dell'autorità europea di riferimento.
Broker per principianti: da dove iniziare
Se sei alle prime armi, i fattori più importanti nella scelta del broker sono: semplicità dell'app, possibilità di iniziare con piccoli importi (anche 1€ per i PAC) e assenza di costi nascosti come commissioni di inattività o spread elevati.
Inizia con ETF diversificati a basso costo (es. ETF su indici globali come MSCI World o S&P 500) piuttosto che azioni singole o prodotti derivati: il rischio è più contenuto e non richiede analisi costante. Tieni sempre presente che tutti gli investimenti comportano rischi: il valore del portafoglio può scendere così come salire, e le performance passate non garantiscono rendimenti futuri.
Commissioni broker: cosa si paga davvero
Le commissioni di un broker non si limitano al costo per ordine. Le voci da controllare sono: commissione per ordine (fissa o percentuale), spread (differenza tra prezzo acquisto e vendita, spesso nascosta nei broker "zero commissioni"), costi di cambio valuta (quando compri titoli in dollari o sterline) e commissioni di inattività.
Un broker "a zero commissioni" non è necessariamente il più economico: spesso applica spread più ampi che si traducono in costi impliciti su ogni operazione. Per investimenti a lungo termine in ETF con pochi ordini all'anno, le commissioni per transazione incidono poco; per il trading attivo, anche piccole differenze si accumulano nel tempo in modo significativo.